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L'Olocausto: una parola per sei milioni di volte
Sei milioni di vittime. SEI MILIONI. Un'immensità.
Io non riesco neppure a figurarmele nella mente, sei milioni di persone. Tante furono le vittime dell'Olocausto.
Stiamo parlando, numericamente, di tutta l'attuale popolazione della Danimarca. La follia nazista ha sterminato una nazione.
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And Every Single One Was Someone - Phil Chernofsky
via amazon.com
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Se detta così non è ancora abbastanza, magari potrebbe essere di impatto visivo l'opera di Chernofsky, direttore educativo del Centro dell'Unione ortodossa di Gerusalemme: un enorme libro rilegato in cui trovate scritta per sei milioni di volte la parola Jew, ebreo.
Il pensiero non è di difficile interpretazione e ciò significa che la rappresentazione è efficace «è così che i nazisti consideravano le loro vittime - ha dichiarato l'autore - non individui e neppure persone ma semplicemente una massa che doveva essere sterminata».
Ed oggi, invece, ognuna di quelle parole, ogni Jew del libro, dal primo all'ultimo, è lì per ricordare un uomo. Un uomo, una donna, un bambino. Una vita, una storia, un'anima. Ne abbiamo perse sei milioni.
Un monumento alla memoria ... perché è di memoria che abbiamo bisogno.
L'Enciclopedia britannica diventa solo digitale
Britain Encyclopedia will be exclusively online
Britain Encyclopedia will be available only on its website paying $70 for an annual subscription.
It's the end of the paper version of this famous Encyclopedia which was founded 244 years ago, in the 1768, in Edimburgh. The first edition conteined 3 volumes.
Its volumes increased over time until 2010 when it was made up of 32 volumes which were produced with the collaboration of 4000 scholars. The complete encyclopedia weighted about 60 kg.
Dan Brown, Coelho, Faletti: bestseller da non leggere
Pietro Citati, scrittore e critico letterario, voce autorevole delle pagine culturali del Corriere della Sera, accende il dibattito sulla "buona lettura" con il suo articolo "Meglio non leggere quei bestseller" apparso proprio ieri, 9 marzo, sul Corriere della Sera. Le sue affermazioni sono portatrici e sostenitrici di quel punto di vista particolarmente rigido e avverso ai "grandi numeri" degli autori di bestseller tra i quali, Citati, assume a ruolo di "capri espiatori" alcuni nomi noti al pubblico moderno: Dan Brown, Giorgio Faletti e Paulo Coelho.
"Credo che sia molto meglio non leggere affatto, piuttosto che leggere Dan Brown, Giorgio Faletti e Paulo Coelho" scrive Citati. E la polemica si scalda! Come potrebbe non farlo?

