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Un sonno di fiabe: Queenie Liao

"I sogni son desideri...di felicità. Nel sonno non hai pensieri...li esprimi con sincerità" intonava la bella Cenerentola prima di poter anche solo immaginare il suo futuro da principessa. 

Da bambina ho spesso sognato di vivere in una fiaba, di incontrare fate e folletti, di vivere in un castello e di avere un tappeto volante e un cavallo bianco. 
photo by Sion Queenie Liao
via daily geek show
Per questo motivo, quando ho visto le fotografie di Queenie Liao sono rimasta "incollata" allo schermo quasi come se stessi sognando quei mondi ad occhi aperti. L'artista ha, infatti, creato una serie di fotografie "Wengenn In Wonderland" in cui il suo bimbo riposa dolcemente circondato da animali di peluche, vestiti e oggetti vari modellati per creare uno sfondo fiabesco in cui immergere "materialmente" i sogni del suo bambino.

"La mia idea è stata quella di creare una serie di foto che lo ritraessero mentre esplora il suo mondo incantato e fatato" ha spiegato Queenie Liao.

Una serie dolcissima in cui i libri per l'infanzia e le loro illustrazioni non sono soltanto protagonisti ma anche principali ispiratori. 
photo by Sion Queenie Liao
via daily geek show
photo by Sion Queenie Liao
via daily geek show


Il sito ufficiale della serie di fotografie wengenninwonderland. Enjoy!

L'Olocausto: una parola per sei milioni di volte

Sei milioni di vittime. SEI MILIONI. Un'immensità. 
Io non riesco neppure a figurarmele nella mente, sei milioni di persone. Tante furono le vittime dell'Olocausto.
Stiamo parlando, numericamente, di tutta l'attuale popolazione della Danimarca. La follia nazista ha sterminato una nazione.

And Every Single One Was Someone - Phil Chernofsky
Se detta così non è ancora abbastanza, magari potrebbe essere di impatto visivo l'opera di Chernofsky, direttore educativo del Centro dell'Unione ortodossa di Gerusalemme: un enorme libro rilegato in cui trovate scritta per sei milioni di volte la parola Jew, ebreo. 

Il pensiero non è di difficile interpretazione e ciò significa che la rappresentazione è efficace «è così che i nazisti consideravano le loro vittime - ha dichiarato l'autore - non individui e neppure persone ma semplicemente una massa che doveva essere sterminata».

Ed oggi, invece, ognuna di quelle parole, ogni Jew del libro, dal primo all'ultimo, è lì per ricordare un uomo. Un uomo, una donna, un bambino. Una vita, una storia, un'anima. Ne abbiamo perse sei milioni

Un monumento alla memoria ... perché è di memoria che abbiamo bisogno.

In Francia si legge sempre e ovunque!

P. A. Renoir – La lettrice (1876)
Dopo un viaggio in terra francese, la mia impressione è stata più o meno questa: in Francia si legge sempre e ovunque! 

Se il mercato del libro, cartaceo ma anche digitale, subisce una profonda crisi in terra italiana e anche oltreoceano, la Francia sembra essere ancora un'isola quasi felice. 

Nel 2011, circa 26 milioni gli italiani hanno letto almeno un libro, con un calo di 723mila unità rispetto al 2010. In sostanza, nel 2010 gli italiani (di età superiore a 6 anni) che hanno letto almeno un libro nel corso dell'anno erano il 46,8% della popolazione, mentre nel 2011 sono scesi al 45,3%. Il confronto con gli altri paesi è sconfortante! Gli spagnoli che hanno letto almeno un volume sono il 61,4%, i francesi il 70%, gli americani il 72% e i tedeschi l'82%.  

Tralasciando i dati strettamente statistici ed economici, dai quali la situazione del mercato del libro e della lettura emerge con molta chiarezza, vorrei soffermarmi sulla mia esperienza personale.

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