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Il mio cuore cattivo - Wulf Dorn
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| Titolo: Il mio cuore cattivo Autore: Wulf Dorn Traduttore: U. Gandini Editore: Corbaccio Anno: dicembre 2013 |
Cosa fareste se un giorno scopriste di non potervi più fidare di voi stessi? Se la realtà e l'immaginazione si sovrapponessero "superando" i limiti l'una dell'altra?
Cosa fareste se, per un motivo qualsiasi, i vostri sogni travolgessero prepotentemente la vostra vita diurna privandovi lentamente di tutte le certezze, di tutti i pilastri e di ogni credibilità?
Questo genere di domande hanno affollato la mia mente durante la lettura de "Il mio cuore cattivo" di Wulf Dorn, e devo ammettere che mi sono subito sentita invasa da una sensazione di impotenza: io ho bisogno di me, di potermi fidare di quello che vedo, di poter essere sicura di ciò che sento.
Doro, la protagonista adolescente dello psico-thriller di Dorn, combatte proprio contro se stessa, contro quella mente che la inganna e la intrappola. La sua vita, dopo la morte del fratellino Kai, ha subito un brusco cambiamento: un vuoto di memoria non le consente di ricordare gli avvenimenti che hanno preceduto la tragedia e la sua mente la assilla con allucinazioni spesso terrificanti. Neppure le cure psichiatriche e il trasferimento nella cittadina di Ulfingen sembrano aver risolto completamente i suoi problemi: Doro continua a vedere il suo fratellino morto e non solo. Una notte, in giardino, le appare un ragazzo disperato in cerca di aiuto. Pochi giorni dopo, Doro scopre che il giovane era morto suicida prima che lei lo vedesse. La scoperta la atterrisce: l'ennesima allucinazione. Eppure lei si fida ancora di se stessa, nonostante tutto.
Doro ha solo diciassette anni e non si rassegna alla verità degli altri con la tenacia che solo un'adolescente può avere. Il suo personaggio è così ben caratterizzato che si finisce per seguire la sua storia con inquietudine. Lei che ha l'ostinazione e la sensibilità di un'adolescente deve affrontare una sfida da adulta e fare i conti con i suoi ricordi rimossi se vuole afferrare la verità che tanto desidera.
In ognuno di noi c’è qualcosa di cattivo, di malvagio, di perverso. È la parte di noi alla quale dobbiamo stare sempre molto attenti, ma che qualche volta è più forte di noi. Ognuno di noi ha almeno due facce.
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| René Magritte, "Il doppio segreto", 1928 |
“Il mio cuore cattivo” è stato etichettato come uno young adult ma è adatto anche ad un pubblico adulto pronto a farsi coinvolgere e "sconvolgere". La tensione aumenta pagina dopo pagina seguendo il ritmo incalzante del presente e del passato.
"Il male non vive nel mondo delle cose. Vive unicamente nell'uomo".
(Massima cinese).
Assolutamente consigliato agli amanti del genere.
L'AUTORE
Wulf Dorn è nato nel 1969. Ha studiato lingue e per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Vive con la moglie e il gatto vicino a Ulm, in Germania. In Italia Corbaccio ha pubblicato La psichiatra, che è diventato un bestseller grazie al passaparola dei lettori, Il superstite e Follia profonda.
Il libraio di Selinunte - Roberto Vecchioni
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| Il libraio di Selinunte Autore Roberto Vecchioni Editore Einaudi (collana I coralli) Anno 2004 |
Ci sono normalità, regole, armonie che nemmeno noti tanto è scontato che ci siano. Oggi lo so. È l'eccezione, lo sconvolgimento del consueto che ti mette ansia, ti rizza i nervi, ti sbulina l'animo. La più grande bruttezza e l'infima bellezza partecipano del mistero. C'è negli antipodi, nel contrasto assurdo, nel diverso in natura come un filo che se lo tiri ti fa sentire vicino ad una verità che le cose di tutti i giorni nemmeno sfiorano. C'è nel lampo e nel tuono una forza che manca alla giornata serena; c'è nella febbre, nell'incubo notturno, perfino in una sbornia, un indefinibile attimo di chiarezza, di certezza improvvisa. Quando qualcosa sconvolge ci dice molto di più di quel che siamo abituati a sentire...
Ho scelto una lunga citazione per presentarvi "Il libraio di Selinunte" di Roberto Vecchioni. Perché? Per due validi motivi.
Prima di tutto perché solo Vecchioni può raccontare Vecchioni. Artista, cantautore, scrittore, Vecchioni è, in primis, un poeta e la sua narrativa è intima, musicale, allusiva tanto che nessuna prosa potrebbe renderne realmente l'essenza.
Ho voluto, inoltre, restare fedele allo spirito della "favola" che strenuamente porta avanti lo stendardo della bellezza delle parole "forsennato amore non corrisposto".
Il libraio di Selinunte è "tante storie".
È la storia di un libraio che legge libri per se stesso, ad alta voce, per vivere mille altre vite nelle pagine della letteratura ed è la storia di un ragazzino, Nicolino, che si lascia cullare dalla bellezza delle parole del libraio.
Ma "Il libraio" è anche la storia di come nascono i pregiudizi, della loro incomprensibile protervia, dell'odio gratuito verso ciò che non si conosce, della tristezza di un mondo che non vuole comunicare e alla fine, pur volendo, dimentica come fare.
...e le parole come musica di seta mi prendevano per mano, e mi portavano lontano dove il cuore non si sente più lontano: dentro le immagini, nei libri e nella pelle di chi aveva già vissuto cose tanto uguali a me; nella follia d'essere uomo e nelle stelle per andare oltre il dolore più inguaribile che c'è; e le parole si riempivano d'amore, le sue parole diventavano d'amore, le sue parole diventavano l'amore.
Una favola intensa che, nella sua brevità, riesce ad innescare momenti di riflessione e un velo di commozione.
Obbedienza - Will Lavender
Un enigma, una classe di giovani universitari e una folle corsa contro il tempo. Ne sarà valsa la pena?
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Titolo: Obbedienza
Autore: Will Lavender
Pagine: 335
Editore: Piemme
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Gli studenti del corso di logica dell'Università di Winchester nell'Indiana vengono coinvolti dal loro docente, L. Williams, in un "gioco" investigativo: avranno sei settimane per ritrovare un'ipotetica ragazza scomparsa, di nome Polly, e smascherare il rapitore attraverso l'analisi di indizi forniti dallo stesso professore. In caso contrario, Polly sarà uccisa.
Una premessa promettente, molto promettente. Intrigante.
Con il passare delle settimane eventi reali si intrecciano a quello che, inizialmente, era solo un corso universitario dal programma bizzarro, un esercizio di logica. Alcuni studenti si lasciano coinvolgere personalmente e il gioco comincia ad oscillare tra finzione e realtà.
Purtroppo, sebbene la maggior parte della storia sia coinvolgente, almeno dal punto di vista degli sviluppi inaspettati, l'epilogo è stato (per me) estremamente deludente. Quando si arriva alla fine di un libro e si gira l'ultima pagina convinti che ce ne sia una successiva ci possono essere solo due motivazioni: ci si è talmente affezionati alla storia che non se ne accetta la fine; la conclusione è così poco marcata rispetto al resto della vicenda che non ci si è accorti di essere arrivati al capolinea. Bene, "Obbedienza" rientra nel secondo caso.
Un enigma così strutturato meritava una conclusione più convincente. Molte potenzialità restano inutilizzate, in alcuni punti la trama è confusionaria, qualche elemento viene abbandonato nel corso del racconto.
La caratterizzazione dei personaggi è mediocre. L'autore fatica a trovare spazio per rendere davvero vivi i protagonisti, per costruirli anche nella psicologia, probabilmente per riuscire a tenere dietro a tutti gli intrecci e agli sviluppi della trama. Non c'è abbastanza tempo per affezionarsi anche ad uno solo dei protagonisti. Direi che sono dei protagonisti accennati, sufficienti per lo sviluppo della vicenda ma nulla di più.
Nonostante queste carenze, però, "Obbedienza" ha un pregio di non secondaria importanza: si legge assolutamente senza fatica e soprattutto la successione degli eventi riesce a coinvolgere il lettore che finisce per sentirsi il detective di tutta la vicenda, quello fuori dai giochi e per questo presumibilmente più obiettivo. Tensione, sospetti, collegamenti inattesi rendono la storia attraente.
Preparatevi a correre dietro alle pagine, dalla prima fino a poco prima della fine, il libro diventerà una calamita. E, se il cammino è sempre più importante della meta, "Obbedienza" merita di essere letto.





