Posted by : Marianna Basileo gennaio 05, 2012


Titolo: Uomini che odiano le donne. Millennium trilogy: 1
Autore: Stieg Larsson
Pagine: 676

Traduttore: Giorgetti Cima C.
Editore Marsilio
Prezzo: € 14,00


Prima di tutto una necessaria premessa.
Non leggerei un libro dalla copertina rosso sangue e dal titolo “Uomini che odiano le donne” neppure se me lo regalassero. Un titolo banale e una copertina anonima. All’apparenza il solito e scontato thriller eccessivamente esaltato dalla critica
“Un caso editoriale, un libro che vi terrà svegli fino all’alba” (Ystads Allehanda)

L’ho comprato solo ed esclusivamente perché una partenza improvvisa mi avrebbe costretta a un viaggio di ben 9 ore in una carrozza dei nostri “super attrezzati” intercity. Tratta Salerno-Genova. Settecento pagine sarebbero state più che sufficienti per ammazzare il tempo.

In realtà, contro ogni mia aspettativa, il primo episodio della Millennium Trilogy dello scrittore svedese Stieg Larsson mi ha totalmente affascinata. 

L’autore intreccia le storie di due personaggi dalla caratterizzazione molto forte.
Mikael Blomkvist, giornalista economico e direttore di Millennium ( alter ego di Larsson) e Lisbeth Salander imbattibile hacker con seri problemi di integrazione sociale.


Le vicende delle loro vite si alternano per molto tempo senza mai incontrarsi. Sembra proprio che l'unica cosa che potrebbe legare i due protagonisti sia l’attività investigativa che entrambi svolgono su fronti diversi e soprattutto con un’etica lavorativa diversa.
E, in effetti, il collegamento tra le loro vite avverrà proprio per giungere alla soluzione del mistero di Harriet.

Dopo una condanna ingiusta per aver diffamato un noto industriale svedese Mikael Blomkvist è costretto a prendersi un periodo di pausa lavorativa per non danneggiare ulteriormente la credibilità del suo giornale.

E’ in questo momento che un anziano imprenditore, Henrik Vanger, residente sull’isolotto di Hedeby lo ingaggia per scrivere la biografia della sua famiglia “una storia lunga e cupa, di odio, liti familiari e smodata avarizia”. L’incarico vuole solo essere, però, una copertura (sinceramente neanche troppo efficace) per il vero incarico assegnato a Mikael: investigare sulla scomparsa avvenuta vent’anni prima di Harriet , giovane nipote dell’industriale.

E’ il mistero della camera chiusa. Herriet era sparita dall’isolotto di Hedeby proprio nel momento in cui un grave incidente sul ponte aveva chiuso la via di accesso all’isola. Ma anche la via di uscita. Tutti coloro che in quel momento erano sull’isolotto potevano essere gli ipotetici autori di un ipotetico delitto …

Accadrà l’imprevedibile!

Anche se con qualche pagina di troppo che avrebbe potuto essere eliminata, il libro si rivela una lettura coinvolgente!

Premiato come “miglior giallo d’esordio” dall’Accademia Svedese del Poliziesco, il romanzo ha ottenuto nel 2006 il Glasnyckeln, un premio riservato ai migliori gialli scandinavi.

Da non perdere!
L’epilogo non solo sconvolgerà tutte le vostre aspettative (anche quelle dei lettori più attenti) ma aprirà una nuova finestra sulla storia personale dei due protagonisti: come non leggere il seguito?

Un consiglio: non iniziate la lettura in un momento in cui siete particolarmente impegnati con studio, lavoro, famiglia o altro. Sarete attratti da questa lettura come da una calamita e tutto il resto finirà in secondo piano.
Sono già disponibili nelle librerie gli altri due romanzi che completano la Trilogia di Millenium :

2.“La ragazza che giocava con il fuoco”;  
3.“La regina dei castelli di carta”.

Buona lettura.



Keronea ***

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